Il profeta 2.0

  • 12GIU

Inserito in: Prospettive

Autore: Dalila Ibba

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“L’uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus.”

Così inizia il profetico video “Prometeus, la rivoluzione dei media” in cui il braccio destro di Grillo, Casaleggio, nel 2007 accarezzava la sfera di cristallo e, come un perfetto Nostradamus dei giorni nostri, prevedeva un progressivo annullamento dei media, i quali convergerebbero inevitabilmente in un unico sistema globale: la rete. Questo condurrebbe poi ad una sorta di futuro biocibernetico in cui la vita reale verrà annullata da un mondo virtuale in cui le persone, tramite un avatar, potranno essere ciò che desiderano e condividere memoria, esperienze e sensazioni, rendendole oggetto di normale commercio.

 

 
Il video si conclude con:

“Nel 2050 La Vita Virtuale è il mercato più grande del pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali al fine di trovare nuovi mondi per i propri clienti: Gli Avatar terrestri. L’esperienza è la nuova realtà.”

Il fatto che, con l’avvento della post modernità, il consumatore sia in cerca più di esperienze che di prodotti, di emozioni e sensazioni più che di valori d’uso, è oramai cosa risaputa. Lo affermava il sociologo Giampaolo Fabris già nel 2001 (ben 6 anni prima del video di Casaleggio) e ora, a 12 anni di distanza, tutti ci rendiamo conto di come le più grandi aziende, quali la Apple, la Nike o la Nokia, puntino principalmente sulla vendita di esperienze più che sulla pubblicizzazione delle qualità oggettive dei loro prodotti.
È anche vero che, nel giro di pochi anni, abbiamo assistito a una rivoluzione tecnologica senza precedenti, caratterizzata da una diffusione delle nuove tecnologie digitali velocissima e inarrestabile. Internet è entrato, non solo nelle case, ma nelle tasche di ognuno di no: chiunque ha infatti un computer collegato alla rete e uno smartphone con cui navigare in qualsiasi momento della giornata.
Il cyber spazio permette di estendere le connessioni e le relazioni tra luoghi e persone. Le reti digitali attivano sulla terra una rete sempre più fitta di flussi di informazioni, idee, comunicazioni, immagini, progetti, ma attraverso esse si attivano anche movimenti di persone, merci e denaro.

Alla luce di tali considerazioni e delle previsioni future illustrate nel video, ciò che mi chiedo è:
tutto questo, considerato dai più come progresso, non rischia forse di condurre ad un annichilimento della socialità e della personalità? Non dovrebbe intimorire la possibilità che si possa creare un commercio sulle vite, emozioni e sensazioni delle persone? E questo non potrebbe forse far sì che l’intero pianeta possa essere facilmente controllato da una lobby di potenti gestori della rete?

Dalila Ibba

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COMMENTI DAL BLOG (4)

  1. Francesco Portas

    19 giugno 2013

    Condivido i tuoi dubbi.
    Non avevo mai visto questo video e ciò che non mi è chiaro se Casaleggio condanni o promuova questa nuova era.
    E’ mio perere che Casaleggio utilizzi Grillo (noto comunicatore) come megafono della rete per distorcere la mente di milioni di persone dalla realtà, sottomettendola alla primordiale forma di DITTATURA TELEMATICA (la ribatezzo Netcrazia), trasferita poi sulla realtà in PREVARICAZIONE PERSECUTORIA verso chi (tra gli eletti di M5S) si azzarda ad esprimere il proprio concetto.
    Grillo è un uomo di Casaleggio;
    Casaleggio è un uomo della rete;
    Chi naviga nella rete prima o poi ci rimane impigliato;
    La rete è cosa PERICOLOSA!!!!

    Francesco Portas

    • Dalila Ibba

      20 giugno 2013

      Sono d’accordo con te. Credo che la democrazia assoluta di cui parla Grillo, alla luce dei fatti, si stia rivelando per ciò che è: una strategia imbastita per convincere tutte quelle persone che, in un momento di crisi come questo, hanno perso fiducia nella classe politica (non a torto) e vedono nel movimento il modo per ribaltare le carte in tavola, agendo in prima persona attraverso un mezzo accessibile a tutti come la rete. Le recenti vicissitudini hanno poi dimostrato che le decisioni altro non stanno che nelle mani di sole due persone: Grillo e Casaleggio, e che chiunque osi mettersi contro di loro, sia pure esprimendo un parere in maniera totalmente civile, vada cacciato dal movimento.
      Inviterei anche a riflettere su come parlare di democrazia assoluta attraverso la rete possa, alla fine dei conti, rivelarsi contradditorio. Non credo infatti che l’elezione dei deputati del movimento 5 stelle, in quanto ottenuta attraverso una manciata di voti su internet, espressi prevalentemente da parte di amici e parentado, possa definirsi esattamente democratica. Inoltre c’è da contare che nessuno può completamente contare sulla trasparenza di una votazione del genere in quanto facilmente manipolabile.
      Detto ciò sono del parere che, probabilmente, dietro tutto questo possa esserci un disegno oligarchico da parte di Casaleggio, ma siamo altrettanto certi che Grillo sia solo un semplice burattino nelle sue mani?

  2. Marco Porrà

    21 giugno 2013

    Il M5S è sicuramente lo schieramento politico che ha saputo usare meglio lo strumento internet, invadendo letteralmente di politica i nostri computer, una politica diversa con toni da strada, un politica spacciata per moderna e semplice/semplicistica, una politica che parla direttamente a te e che rende te primo “galoppino”. Il potere al cittadino è la vera utopia dai tempi dell’antica grecia, la mia utopia è semplicemente trovare delle persone che abbiano interesse a vedere la politica come un lavoro e non come una partita di calcio che rende tutti tifosi di una fazione e contro l’altra.
    Casaleggio, nel suo finale disfattistico, cerca di mettere in guardia le persone dai poteri forti, implicitamente sponsorizzando se stesso come paladino degli utenti.
    Essendo internet un mondo privo di vere e proprie leggi è paragonato ad una giungla dove i vari colossi (amazon e google in questo caso) riescono ad impartire il proprio pensiero a discapito di noi utenti, descritti come persone che sanno solo ricevere immagini, colori e creare alterego.
    Io credo, invece, che un futuro simile sia un ipotesi azzardata, Internet è fatto da noi, i social network sono la dimostrazione lampante di ciò, Amazon ha virato totalmente nella completa personalizzazione dell’account in modo da “facilitare” la scelta studiando i tuoi gusti senza imporre il suo.
    La grande rivoluzione è la facilità e il servizio che riescono ad offrire alcune piattaforme, altro esempio spotify che permette attraverso immagini pubblicitarie, che nemmeno vedi, e piccoli spot di 30 sec di ripagare gli artisti fornendo loro gli introiti del copyright, aggirando o meglio accontentando anche “il vecchio”.
    La RETE non è altro che un servizio, una trasmissione di Cose, Persone e soprattutto Idee con il miglior antivirus integrato, cioè noi utenti. Il nostro gusto le nostre sensazioni governano la rete e non è la rete che governa le noi.

    P.S.
    Casaleggio stesso nel video cita Dick, lui è il vero visionario di tutto ciò che internet potrebbe diventare.

    • Dalila Ibba

      21 giugno 2013

      Credo che, nel caso di Internet, non si possa parlare di utente passivo, né è stato fatto negli interventi precedenti. La categoria dei fruitori dei media, inondati da immagini, opinioni, suoni, pubblicità in senso unidirezionale, e quindi condizionati senza possibilità di replica, credo possa essere tranquillamente associata ai così detti “vecchi media” come radio e televisione. Indubbiamente la rete è interattiva e consente all’utente/consumatore la possibilità di consultare milioni di fonti garantendo la facoltà di esprimere la propria opinione liberamente. In questo senso, se utilizzata intelligentemente, sicuramente è uno strumento estremamente democratico.
      Nessuno mette in dubbio che il M5S abbia saputo fare un uso rivoluzionario di Internet servendosene come un potente mezzo di propaganda politica, e sono certa che senza l’impatto del Blog Grillo (e dei suoi post prevalentemente accusatori, studiati per veicolare la rabbia generale) unito allo Tsunami tour, il movimento non avrebbe raggiunto il risultato stravolgente che invece ha raggiunto.
      Il punto è che, se si tratta di politica, non basta un ottima e innovativa propaganda, ciò che alla fine conta sono i fatti e, se questi vanno in palese contraddizione con la democrazia dei mezzi utilizzati, oltre che manifestarsi con promesse disattese e molto fumo, allora qualcosa non va.
      Credo inoltre che Casaleggio nei suoi video non metta in guardia bensì desideri l’effettiva realizzazione dello scenario mostrato, e non penso proprio possa essere considerato un semplice visionario alla pari di Dick. Quest’ultimo scriveva romanzi di fantascienza, non era a capo di un movimento politico.

Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta. (Thomas Stearns Eliot)