Rubedo online

  • 12GIU

Inserito in: Kimeia

Autore: Andrea Ibba

Rubedo è la fase dell’alchimia in cui può realizzarsi il connubio perfetto tra due principi complementari. È il momento utopico in cui può realizzarsi ciò che gli alchimisti chiamavano la “coniunctio oppositorum”, ovvero la scoperta del livello quintessenziale che si cela nell’impercettibile confine che separa cielo e terra, essenza e sostanza, idealità e realtà.
Attratti dallo stesso ideale, intendiamo servirci di questo strumento per presentare la prospettiva attraverso cui guardiamo il mondo, cercando di fare di questo spazio un’agorà in cui possa realizzarsi un confronto dialettico tra l’idealità che perseguiamo, e la realtà che ci circonda.
Sarà il blog della Comunicazione Alchemica, ovvero di una interpretazione della realtà che sposta l’attenzione al di là dei confini tradizionali, cercando di accogliere le sfumatura di questa crescente complessità.
Per questo motivo è bene mettere in chiaro da subito che il concetto di Comunicazione avrà per noi un senso molto ampio. Come sostiene Edgar Morin: “non esiste pulviscolo di spazio che non vibri di messaggi”; ed è per questo che siamo convinti che nulla esisterebbe senza il principio che lega ogni cosa all’altra.

“La comunicazione è il principio che consente la connessione del significato al significante, dell’essenza alla sostanza, del tutto con le parti, e in quanto tale è presente in tutte le manifestazioni del mondo ad ogni livello di realtà”.

(dal Manifesto della Comunicazione Alchemica)

Non aspettatevi l’ennesimo blog tematico, quanto piuttosto un blog metodologico: una sorta di macchinario che ha lo scopo di mettere in luce i meccanismi dei sistemi di comunicazione che attraggono la nostra attenzione.
Ci auguriamo diventi col tempo un “armonico guazzabuglio” di pensieri, parole, immagini e suoni, che sappia
stimolare, provocare, consigliare ed intrigare.
Non mi resta che augurarvi buona lettura,

Andrea Ibba

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Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta. (Thomas Stearns Eliot)